...il template lo FINISCO domani.
"profiterol al limone", ordinò, palpando il culo del fiascone.
"sempre che non sia rimasto un po' di zagarol!" suggerì il cameriere.
"Zummolo!!!", come a dire - anzicheno - gli fece eco la suora in vestaglia.
Dodici aborigeni depilati fin nel naso avanzavano scanzonati, depistando i coleotteri a suon di rutti acidi.
Ma Bogotà Bebi non voleva saperne di accoglierli nel suo pantofolame: era tutto troppo sconsiderato, dopotutto.
Parenti stretti lo sono, ma chi si fiderebbe?" apostròfo severa l'oste, con un rigurgito latteo.
"Da che mondo è mondo, lo zufolo spanato piange in disparte", ne convenne, accomodante, l'uomo.
Ma il buttero saltò in groppa al fico d'india con nonchalance.
Ce n'era di strada da disfare.
Non era possibile andare avanti così, lo sapevano entrambi. Innestarono la rettomarcia nella speranza di ritrovare il filo, ma la fatica si rivelò inutile, quando si resero conto di essere tornati al punto di partenza.
I nodi stavano rapidamente venendo al pettine, trascinati da branchi di pidocchi miagolanti e svergognati... disgustoso.
- "MA SE PERFINO ALCUNE SPECIE DI FORMICHE ALLEVANO PIDOCCHI DALL'ADDOME RIGONFIO DI SOSTANZA ZUCCHERINA!!!" fece osservare, infuriato, il PROFESSORE, masticandone una manciata o due.
- "non me ne voglia, ma mi è rimasto un solo colpo in canna:potrebbe non essere sufficiente" ribattè, sconsolato, Jack Zafferano.
Era chiaro, quel giorno poteva anche essere l'ultimo, il potere mediatico dei dissidenti era in ribasso... tutti si accontentavano di passare almeno 8 ore al giorno davanti ai teleschermi, secondo prescrizione medica.
- "Non ne posso più, quest'attesa mi ammorba.. fosse almeno disponibile un vaso per scaracchiare!!!" implorava con mestizia il Petardo, accarezzandosi l'uccello.
Ma l'uccello emise un peto e volò altrove.
Il gatto, ultimata la prima metà delle vite, cominciò a grattarsi il culo con una pulce.
L'uncino era andato perduto dal tempo della bicchierata tra amici, ma il contadino fece orecchie da mercante e passò oltre. Poteva permettersi di soprassedere, la stagione aveva dato i suoi frutti.
E così si ritrovarono in piena tormenta elettromagnetica a sorseggiare grog in una stamberga senza insegne nè battone disponibili: erano tutte in stalla a far la guardia ai cavalli, ma a loro non importava, essendosele giocate ai dadi assieme alle mutande. Lo sapevamo benissimo: l'inverno incalzava, ma il generoso impeto dei topolini ululanti ci suggeriva che ben presto il lavoro sarebbe tornato. Sempre a patto di far prima fuori quell'odiosissimo puffo calcia-péti.
Ho scoperto una strana specie di molluschi che si gonfiano d'orgoglio quando mangiano la cacca.
Disgustoso, ma affascinante: gli spalo addosso un po' di merda di piccione e dopo qualche minuto cominciano a mugolare di piacere. Poi si ergono sulle appendici caudali e fanno la ruota come i pavoni, ringraziando a nastro, il borborigmo peristaltico diventa assordante e allora devo chiudere la scatola.
Ma non ho preso l'acido, NON HO PRESO L'ACIDO!
Intelligenti pauca, si diceva.
Vabbè bonanotte.