...il template lo FINISCO domani.
"La Loggia dei Guardoni nasce innanzitutto come alternativa all' esibizionismo amatoriale di tante bloggers che non hanno altri argomenti da proporre all' in fuori dell' esposizione del proprio corpo. Sfrutto la Loggia anche per invitare chiunque lo desideri a dare un' occhiata al mio blog e condividere con me la passione per la scrittura e il dialogo. Questa foto è conforme al regolamento di Splinder. Se "per caso" essa capitasse nella home page e desse fastidio al deretano di qualcuno, NON me ne scuso, anche perchè in moltissimi siete d'accordo con me: un tale ritratto è preferibile a cerebrolese con il dito medio alzato o con la lingua di fuori, al faccione di qualche politico, ecc..."
(Raffaelemilite3)
L'inSipienza della Sapienza.
"OH, CADO, CADO CADO, CADO CADOOOOOOOOOO...."
NON DISSALARMI, NO
NON DISSALARMI....
IO SONO UN MAGO, SONO COME LAURA GEMSER
MA VADO IN MERDA SE MI SI DISSALA E CADOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!"
Petardo cantava in pieno parossismo velopendulico, lasciando che gli abbondanti scrosci di pioggia si prendessero cura della sua igiene personale.
Nel frattempo io me ne stavo a letto, nel chiuso, buio, caldo tepore acidulo della mia ba(ld)racca, fumando un narghiletto al piretro. Fosse mai stato tempo di gerani, ne avrei abusato volentieri, ma in fondo il mezzo fiasco era bastato, e così me ne stavo immobile aspettando.
Ma cosa, poi? Lo sapevo bene: Fred Zangola non sarebbe più arrivato, i piTocchi l'avevano fatto fuori, ne ero consapevole come dell'esistenza del Demiurgo. Non mi restava altro che attendere: prima o poi avrebbero trovato anche me ed avrebbero completato il lavoro per cui QUALCUNO li aveva pagati.
Dopo abbondanti schiocchi Petardo terminò l'esibizione vomitando, come nelle migliori tradizioni, lardo di colonnata (era pur sempre nel fiore degli anni), e così finalmente gli scarapioppi si convinsero a smammare.
I sacchetti però li lasciarono dov'erano, ammonticchiati in un aulente bosco di primizie scadute ormai da tempo, ma nell'atarassica semplicità in cui il piretro mi aveva sbullonato non avrei dato peso al pigolar del bue, figurarsi a un disastro di quelle proporzioni biblico-coraniche.
E così, pian piano, nell'oscura simbiocompatibilattività dela mia mente semiobnubilata, prese a farsi strada il mantra giusto:
"M'EGG CACAT 'O CAZZ".
Cominciai a ripeterlo con goduriosa, esaltata, estatica fiducia, e dopo poco (giusto una dozzina d'ore) mi apparve il Faraone.
e fui illuminato.