...il template lo FINISCO domani.
In fondo è come aver dormito.
Sognato, per la precisione: mesi passati in un altro mondo, con i suoi tempi, affetti, pensieri, scadenze, affanni, immagini, deliri, prospettive...
Poi, d'un tratto, il risveglio.
E' stato come se il tempo si fosse bruscamente ricongiunto a ciò che c'era prima, come se tutto quello che c'è stato non fosse mai accaduto "davvero".
Senso di stordimento, nausea, tanta nausea... e rabbia.
Poco male... o molto male, ma chi può farci niente?
Si sputa un po' di sangue e si cerca di risalire.
Ancora.
Lo Spaccamaroni in persona prese in pugno le mosche, affidandole al dolce formaggioso prodotto delle sue ardenti ed appassionate fatiche...
- E così i conti tornano - affermò senza pudori la bargamecchia, sturando il sedere del fognone.
Ma lo Spaccamaroni sapeva bene dove voleva andare a parare, e così mise la palla sul dischetto e fece fuoco
BUM
un'alito di vento mosse l'ulcera gastroduodenale del pistola che si era esposto inutilmente al rischio: "PORCOZIBBO!!!!" - fu tutto quello che riuscì a profferire, dopo di che rese l'anima, ritirò il cartellino e si affaccendò ancora una volta sulla ripavimentazione stratificata, ma senza esito.
Forrest scartò la caramella e se la cacciò con avidità su per il retto, ma alla prima curva deragliò con grande spargimento di cocco.
E.
"OH, CADO, CADO CADO, CADO CADOOOOOOOOOO...."
NON DISSALARMI, NO
NON DISSALARMI....
IO SONO UN MAGO, SONO COME LAURA GEMSER
MA VADO IN MERDA SE MI SI DISSALA E CADOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!"
Petardo cantava in pieno parossismo velopendulico, lasciando che gli abbondanti scrosci di pioggia si prendessero cura della sua igiene personale.
Nel frattempo io me ne stavo a letto, nel chiuso, buio, caldo tepore acidulo della mia ba(ld)racca, fumando un narghiletto al piretro. Fosse mai stato tempo di gerani, ne avrei abusato volentieri, ma in fondo il mezzo fiasco era bastato, e così me ne stavo immobile aspettando.
Ma cosa, poi? Lo sapevo bene: Fred Zangola non sarebbe più arrivato, i piTocchi l'avevano fatto fuori, ne ero consapevole come dell'esistenza del Demiurgo. Non mi restava altro che attendere: prima o poi avrebbero trovato anche me ed avrebbero completato il lavoro per cui QUALCUNO li aveva pagati.
Dopo abbondanti schiocchi Petardo terminò l'esibizione vomitando, come nelle migliori tradizioni, lardo di colonnata (era pur sempre nel fiore degli anni), e così finalmente gli scarapioppi si convinsero a smammare.
I sacchetti però li lasciarono dov'erano, ammonticchiati in un aulente bosco di primizie scadute ormai da tempo, ma nell'atarassica semplicità in cui il piretro mi aveva sbullonato non avrei dato peso al pigolar del bue, figurarsi a un disastro di quelle proporzioni biblico-coraniche.
E così, pian piano, nell'oscura simbiocompatibilattività dela mia mente semiobnubilata, prese a farsi strada il mantra giusto:
"M'EGG CACAT 'O CAZZ".
Cominciai a ripeterlo con goduriosa, esaltata, estatica fiducia, e dopo poco (giusto una dozzina d'ore) mi apparve il Faraone.
e fui illuminato.
Ho scoperto una strana specie di molluschi che si gonfiano d'orgoglio quando mangiano la cacca.
Disgustoso, ma affascinante: gli spalo addosso un po' di merda di piccione e dopo qualche minuto cominciano a mugolare di piacere. Poi si ergono sulle appendici caudali e fanno la ruota come i pavoni, ringraziando a nastro, il borborigmo peristaltico diventa assordante e allora devo chiudere la scatola.
Ma non ho preso l'acido, NON HO PRESO L'ACIDO!
Intelligenti pauca, si diceva.
Vabbè bonanotte.